La bella e la bestia

Fuori piove ergo non posso far nulla di ciò che vorrei fare fuori, quindi recensisco il film “La bella e la bestia”, visto il 14 marzo scorso (ammazza, da quant’è che non vado al cinema!), in modo da limare la lista della spesa di qualche giorno fa…

Posto che non ricordo di aver mai visto al 100% il lungometraggio Disney di animazione, ma devo aver letto l’adattamento a fumetti su Topolino a suo tempo, mi trovo abbastanza neutrale rispetto a tanti commenti che ho sentito del tipo “era meglio il cartone!”. Senz’altro poco oggettivi, in quanto non sono (credo) cose paragonabili e anche perché, magari, quando si è visto il cartone si aveva una ventina d’anni in meno…

Al di là della storia, della quale immagino esista un romanzo, il film mi è sembrato ben realizzato, anche come effetti speciali. Non fosse una finzione, dovrei chiedere alla bestia informazioni sul concime che usa per le rose, vista la loro crescita miracolosa.
Una delle lamentele era anche che il film era lento. Ora, che mi significa? Tra l’altro è proprio una storia basata su orari piuttosto rigidi che i personaggi devono rispettare per evitare problemi… ma, voglio dire, mica è un film d’azione!

Notevole la parte di scenografia, anche e soprattutto a livello di costumi (che ovviamente non ho idea se facciano parte della scenografia). La bella aveva almeno un vestito nuovo al giorno; parevano di ottima fattura ed erano tali da metterne in risalto le forme. Carucci anche gli animaletti che fanno compagnia alla bella, che sostituiscono i vari Lumière ecc. del cartone.

Una parte del cartone che non ricordo è proprio quella in cui si spiega perché la bestia sia tale. Ebbene, nel film, mediante frequenti salti all’indietro nel tempo (c.d. flash back), la vicenda viene ripercorsa gradualmente, in modo da mettere lo spettatore nei panni della bella e del suo conoscere tutta la storia un poco alla volta.

In buona sostanza, se volete vederlo, vedetelo; io l’ho visto e lo rifarei.

Un giorno speciale…

…per la Chiesa cattolica, che vede oggi canonizzati due nuovi Santi. Dov’è la specialità? Che questi Santi sono stati Papi, ovvero Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Inoltre, la canonizzazione avviene alla presenza di un Papa “titolare” favoloso come Francesco, ma ad assistere c’è anche il Papa “emerito” Benedetto XVI.

Nel suo piccolo, la parrocchia San Faustino ha festeggiato l’evento facendo realizzare due dipinti coi volti dei nuovi Santi.

“E’ meraviglioso…” The LEGO Movie

Dopo qualche tempo dalla visione (ormai un paio di mesi), scrivo di questo film di animazione citando nel titolo del post quello che è un vero e proprio tormentone, ovvero la canzone che nel mondo del protagonista va per la maggiore. Ma andiamo con ordine.

Emmet è un muratore, vive una vita ordinaria, regolata da istruzioni: ce ne sono per qualsiasi attività da svolgere nel corso della giornata, partendo dalla colazione, alla ginnastica, ai saluti da fare a destra e manca mentre ci si reca al lavoro… A Bricksburg regna l’ordine, grazie al Presidente Business, una sorta di “dittatore” che proprio grazie a queste rigide istruzioni evita che la gente pensi per conto suo. Ci sono, infatti, trasmissioni televisive “spazzatura” che sono gettonatissime (con titoli assurdi tipo “Cara, dove sono i miei pantaloni?”) così come canzoni quasi di regime…

Be’, Emmet non può immaginare che c’è un nucleo di ribelli che si vuole opporre a tutto ciò. Il rischio che la gente LEGO corre è, infatti, costituito da un’arma micidiale, il Kragle, che Business sta sviluppando per rendere il mondo immutabile. Quello che ancora meno può immaginare è che, secondo una profezia, Emmet è “lo Speciale” ovvero colui che salverà i LEGO da questa immane minaccia. Lo scopre dopo aver casualmente conosciuto, nel cantiere dove lavora, Wildstyle, una dei ribelli, di cui si innamora…

Questo incontro cambia la vita del protagonista, che si ritroverà a vivere un’avventura incredibile che lo porterà a rivalutare se’ stesso e le sue capacità, permettendogli di portare a termine la missione per la salvezza della sua gente.

Il film merita veramente, ci sono perle favolose ed è incredibile pensare ad un lungometraggio realizzato, se non sbaglio, con la tecnica della “stop motion” ovvero costruendo le scene passo dopo passo, usando veri LEGO o giù di lì. Inoltre, lo spettatore si troverà a pensare, a mano a mano, che ci sia qualcuno che “dall’alto” manovri i vari personaggi: cosa ci sarà mai dietro a Lord Business, al Kragle e ai ribelli? Vedetelo e potrete rispondere alla domanda :-)c

Problemi con la Digital Rebel (e soluzioni)

Con l’inizio del mese scorso ho preso a frequentare un corso di fotografia, organizzato dal circolo dipendenti. Dopo le prime due lezioni, teoriche, si passava alla pratica con le serate dedicate al ritratto, con tanto di modella in studio. Inizio a fotografare, sembra tutto a posto a parte qualche “Err 99” sempre più frequente, risolto spegnendo e riaccendendo la fotocamera, finché non vedo che le foto iniziano ad essere nere per circa tre quarti della loro altezza, con solo una parte correttamente esposta. Prova, riprova, spegni e riaccendi… nisba. Che cavolo era successo?

La prova del 9 consistette nel togliere l’obiettivo, impostare un tempo piuttosto lungo e scattare, in modo da studiare la dinamica del problema. Il tutto mentre il resto del gruppo continuava a fotografare e cercando di non esternare troppo gli accidenti… Ebbene, allo scatto si aveva il sollevamento dello specchio, ma una parte restava abbassata… così le ho dato un colpetto col dito, s’è sbloccata e speravo di aver risolto. Ni. Nel senso che, dopo la manovra, le foto uscivano esposte bene ma avevo perso l’autofocus. Così, per il resto della serata (quasi tutta, a dire il vero) ho fatto foto quasi a caso, dato che la EOS Digital Rebel/300D non ha proprio un gran mirino 😦

Portata da un tecnico, ha diagnosticato il problema in un guasto allo specchio dell’autofocus (ignoravo ce ne fosse uno dedicato), mentre l’Err 99 è un problema di comunicazione con l’ottica. Risolto il primo con una spesa di 116.176,20 lire, per il secondo ho pensato di attendere, dato che per il 18-55 in kit non valeva la pena di effettuare la riparazione. Credevo di poterci andare avanti ancora un po’, invece no, perché in un’uscita fotografica rischiavo di restare a piedi, Err 99 continui anche con spegni e riaccendi ecc.

Avendo poi potuto provare un altro obiettivo (un Canon 18-135 IS), ho tirato un sospiro di sollievo in quanto con questo problemi zero. Ho così acquistato un Tamron 18-200 che mi permetterà di usare la fotocamera, che quest’estate compie 10 anni, ancora a lungo, in attesa del passaggio (chissà) ad una c.d. “full frame” cioè col sensore in pieno formato 35 mm. Il vecchio 18-55 moribondo? Prima o poi credo che lo aprirò… 🙂

Lista della spesa

Sono a casa da tre giorni e, nel tempo passato tra divano e letto, m’è venuta in mente una quantità di cose di cui voglio scrivere ma che, per un motivo o per l’altro, è rimasta indietro. Quindi, per cercare di non perdere quei due-tre lettori che mi seguono (ah, oggi ho anche scoperto di aver ricevuto un premio!), stilo di seguito una lista degli argomenti di cui potrò scrivere, verosimilmente, entro la fine del mese:

  • ringraziare per il premio;
  • recensione di due film (“Lego Movie” e “La Bella e la Bestia”);
  • una serata a teatro ad ascoltare Angelo Branduardi;
  • raccontare una ciaspolata;
  • disavventure con la fotocamera (e rimedi);
  • varie ed eventuali.

Più nel lungo periodo, vedrò di completare la “recensione” delle chiese visitate nel corso dell’anno scorso per la Messa e, una volta pulita a modo, vorrei provare a illustrare il funzionamento, ammesso che lo comprenda a pieno, di una pompa del servosterzo idraulico, recentemente sostituita alla Tempra.

Riparazione decoder Digiquest 9600T

Poche righe per una cosa rapidissima. Giorni fa un decoder è “morto” nel senso che ha preso a rispondere male al telecomando, staccandolo e riattaccandolo dall’alimentazione non si comportava come al solito, accendendosi, ma a volte restava spento. Quando si accendeva, il nulla regnava sullo schermo televisivo 😦

Apertolo, due condensatori elettrolitici da 10 uF 400 V presentavano un rigonfiamento. Una volta sostituiti, il paziente s’è ripreso benissimo! L’unico accorgimento da prendere è di stare attenti all’ingombro dei componenti nuovi, spesso più grandi, in quanto nel mio caso per pochi millimetri non si chiude più bene il coperchio… Sfruttate quindi la lunghezza dei reofori per incastrare in modo creativo i ricambi.

Non capirò niente di cinema…

…ma, in questa serata di nulla televisivo, ho provato a mettere su la registrazione de “La grande bellezza”, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero. Non oso immaginare come fossero gli altri film, allora, perché direi che dopo 10 o al massimo 15 minuti di visione ne avevo già le scatole piene.

Gran cosa la VHS: registri e, se poi non ti piace, fermi e riavvolgi.

Quota 100 km superata!

Oggi ho infranto i primi 100 km in bicicletta dall’inizio dell’anno, tutti sul tragitto casa-lavoro salvo qualche deviazione da esso (es. per fare un salto alla posta). Se s’aggiusta il tempo, ci sono buoni margini di risparmio per la macchina 😀

Di fatto ho iniziato davvero tardi, verso metà febbraio, ma ora dovrei poter macinare km dopo km, se il meteo si mantiene stabile (come NON lo è stato all’inizio dell’anno, coi problemi legati all’abbondante pioggia di cui tutti sappiamo).

Sotto una buona stella

Lunedì 17 febbraio sono andato al Raffaello a vedere “Sotto una buona stella” con Carlo Verdone e Paola Cortellesi.

Verdone interpreta Federico, dipendente di una finanziaria, che si ritrova ad avere a che fare con la morte della ex moglie e con uno scandalo che coinvolge la finanziaria stessa, lasciandolo sul lastrico. Dovrà, così, ospitare a casa propria i suoi due figli e una nipotina, non potendosi più permettere di pagare loro l’affitto, stravolgendo l’equlibrio in cui si trovava con la sua compagna che, alla lunga, non ce la farà più.

Per fortuna della famiglia, si trasferisce nell’appartamento di fronte al loro Luisa (la Cortellesi), una “tagliatrice di teste” che deve, per mestiere, licenziare un sacco di persone allo scopo di risanare aziende, salvo poi cercare di trovare lei stessa un’occupazione per chi ha dovuto lasciare a casa. La frequentazione dei due parte in modo decisamente comico e diventa subito un’amicizia molto forte, che i due arriveranno a scoprire essere molto di più… Luisa sarà, inoltre, un potente collante tra Federico e i figli, che un po’ alla volta recupereranno il rapporto perso in un passato lontano.La storia non mi è affatto dispiaciuta, soprattutto però non mi è dispiaciuta Roma! Il film è largamente ambientato nel quartiere EUR, di cui si possono godere diversi scorci (es. il Palazzo della Civiltà del Lavoro, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo…), inoltre le telecamere entrano in parchi e luoghi, anche un cimitero monumentale, che vien subito voglia di mettere in tabella di marcia per una prossima visita alla città. Uno pensa “perché non abito lì in via del Giordano?” quando ti fanno vedere il panorama che si gode dalla terrazza della casa di Federico…!

Verdone e la Cortellesi offrono momenti di spasso incredibile, spero che questa coppia possa ripetersi in un altro film 🙂